Il compromesso è l'arte di tagliare una torta in modo tale che ciascuno creda di avere la fetta più grossa.

Jan Peerce

Dolci preparati con le amiche, che tra chiacchiere e risate non vengono neanche mangiati.

Dolci dei giorni tristi, quando la casa è invasa dal profumo di cioccolato, e che consolano sempre.

Dolci delle feste, delle occasioni speciali, con cui si deve fare bella figura, ma con poca fatica!

Dolci della nonna, tramandati di madre in figlia, "quelli sì che vengon buoni!...".

Dolci sbagliati e non sai spiegarti il perchè.

Dolci sempre uguali e sempre diversi, quelli pronti sempre al momento giusto, menomale.

...Nulla può competere con il sapore di un dolce fatto in casa.

domenica 3 marzo 2013

Tarte di mele e confettura di mirtilli

Canzone consigliata per la preparazione: 
"Parole, parole, parole", Mina

Un mese dall'ultimo post. Sembra impossibile, eppure mi ero ripromessa di pubblicare con più frequenza. Ce la farò, prima o poi? 
Mah.
Il punto è che vorrei sempre accompagnare le ricette con qualche discorso un po', come dire.. "impegnato", soprattutto considerando le innumerevoli novità che stanno scombussolando sempre più la nostra routine quotidiana.
E di cose da dire, ne avrei, eccome. 
Ma il tempo a disposizione è quello che è, e le parole non saltano di certo fuori come le idee culinarie che caratterizzano la mente - un po' pazza, bisogna dirlo! -, di noi food blogger. 
Che poi, forse è meglio così: i discorsi impegnati li sentiamo ogni minuto della nostra giornata alla tv, in ufficio, a scuola, persino sul tram.  
Parole, parole, parole, diceva Mina.
Quindi per questa volta, almeno, risparmiamoceli, e passiamo ai fatti.
La torta in questione nasce da mia madre, in un raptus di follia che per un pelo non ha visto la cassetta delle mele lanciata fuori dalla finestra. 
Vabbè, forse "mele" non è il sostantivo più adatto per descrivere quella sorta di pomi insapore che abbiamo comprato al super.
Insomma, non ve la faccio tanto lunga: delle mele al cui confronto persino il cartone sarebbe parso caviale (ma dico io, si può avere il coraggio di vendere schifezze simili?!) e un barattolo di confettura mezzo aperto "da far andare". 
Ne è venuta fuori una piacevolissima sopresa.


 Ingredienti per una teglia rettangolare o per una rotonda da 24 cm:
- 1 dose di pasta frolla (circa 200-250 g)
- 3 mele
- confettura di mirtilli neri
- 50 g di zucchero semolato (si può omettere)
-10 biscotti secchi circa
- il succo di 1 limone
Preriscaldate il forno a 180°C. Stendete la pasta frolla e con essa rivestite una teglia imburrata ed infarinata. 
Tagliate le mele a dadini, mettetele in una ciotola e mescolatele al succo del limone spremuto e allo zucchero. Bucherellate con i rebbi di una forchetta la pasta frolla stesa e sbriciolate sul fondo i biscotti secchi. Versate poi le mele a dadini e distribuitevi sopra 3-4 cucchiai di confettura di mirtilli, cercando di amalgamarla con le mele.
A piacere, spolverizzate infine con qualche cucchiaiata di zucchero semolato, e poi infornate per circa 20-30 minuti. 
Controllate la cottura: se la pasta frolla tende ad assumere troppo colore ma il ripieno non vi sembra ancora del tutto cotto, coprite la torta con un foglio di carta di alluminio. 
Sfornate, lasciate raffreddare completamente e servite.
Come sempre capita alle crostate di questo tipo, dopo una notte in frigorifero è ancora più buona!

sabato 2 febbraio 2013

Muffin alla panna del buon mattino

Canzone consigliata per la preparazione:
 "Somebody that I used to know" , Gotye


Poi rimango ferma a fissare lo schermo per delle ore. 
Girovagando di qua e di là su Internet, alla ricerca di qualcosa, (ma cosa, alla fin fine?). 
La mente quasi vuota e gli ultimi raggi di sole che filtrano dalla finestra, accecandomi per un brevissimo istante prima di scomparire al di là dei palazzi. 
Rimango ferma e nel frattempo penso a quanto veloce vada il mondo fuori dal mio studio, fuori dalla mia città un po' morta che in questi ultimi giorni, però, è invasa da colori primaverili davvero niente male
Anche se forse, sì, mi aspettavo qualcosa di più per questo Carnevale imminente. 
Tipo quell'aria frizzantina ed elettrica a preannunciare le sfilate dei carri, oppure qualche bambino travestito con un po' di anticipo in giro per la città, con i coriandoli nei capelli e le stelle filanti in mano. 
Ma arriveranno, questo è certo: nei supermercati ci sono già gli abiti confezionati (nessuno se li fa più fare dalla nonna?), le trombette colorate e le maschere deprimenti da clown con gli occhiali in offerta. 
Tra qualche giorno troverò sulla strada, davanti al portone di casa, gli abituali coriandoli sparsi ovunque e qualche sopravvissuto petardo. 
Sono un po' tristi le feste dei bambini, quando si è grandi. 

Una confezione di panna in frigorifero che implorava pietà e la voglia di sentire un profumo dolce in ogni stanza della casa. 
Il desiderio di colore, in questa vita tutta bianca e nera. 
Così sono nati in un attimo questi muffin, soffici e buonissimi, e in un attimo sono spariti. 

Ingredienti per circa 12 muffins:
- 250 g di farina 00
- 150 g di zucchero
- 1/2 bustina di lievito per dolci
- 1/2 cucchiaino di bicarbonato
- 200 gr di panna fresca
- 3 cucchiai di olio di semi
- 2 uova
- un goccio di rhum
- 100 g di uva sultanina (o gocce di cioccolato)
- fiocchi d'aveva q.b

Mettete l'uvetta in ammollo. In una ciotola setacciate la farina, lievito e il bicarbonato insieme allo zucchero.
In un'altra ciotola sbattere le uova con la panna e l'olio di semi, poi unite il mix di farine e zucchero e il goccio di rhum e mescolate brevemente, solo per amalgamare un po'. Aggiungete al composto l'uvetta o le gocce di cioccolato, poi distribuitelo in 12 pirottini da muffin riempiendoli per 2/3. Cospargete la superficie di fiocchi d'avena e infornate nel forno preriscaldato a 180°C per circa 20 minuti, finchè i muffin non saranno belli dorati. Fate la prova dello stecchino per controllare l'effettiva cottura. Una volta cotti, sfornateli e lasciateli raffreddare su una gratella. Si conservano per circa 3-4 giorni.

martedì 15 gennaio 2013

Pandolce genovese

Canzone consigliata per la preparazione:
"Creuza de ma", Fabrizio De Andrè

A Genova il sapore del mare è camuffato nei carruggi umidi e nel vento freddo di Gennaio.
Si percepisce negli alberi, nei negozi alla domenica con le serrande abbassate, nel profumo delle focaccerie, ah!, le focaccerie di Zena...
Il profumo del mare si sente nella bellissima Chiesa che non avevi notato, anche se giureresti di essere passata di lì almeno cinque volte.
Si sente nel sole, che scalda nonostante sia pieno inverno e la gente cammini imbacuccata nei cappotti pesanti. 
Si sente nel finestrino del treno, che tra una galleria e l'altra si tinge d'azzurro e di luce; si sente al mattino presto a Principe, nei pendolari che scendono dal treno assonnati e silenziosi.
Il sapore del mare è negli autobus affollati, in Piazza De Ferrari, nelle crose in mattoni tra le case, nelle trattorie tipiche con i loro polpettoni di fagiolini, proprio come quelli che facevano le nonne.
Il sapore del mare di Genova è nei cantieri navali al Porto Antico (e dove sennò?), all'Acquario, ma anche in Via Balbi, nel centro storico, nei palazzoni accoccolati sui monti. 
« Cose diesci se ghe föse,
pe poeì dì: dulcis in fundo,
dö-trae fette de pan döçe?...
Sae o menù completo e riondo... »
 
Il Pandolce genovese, (ma quello basso eh!), è uno dei miei dolci preferiti, in assoluto. 
Tanta, tantissima soddisfazione nel farlo in casa. Il gusto di anice che fa da padrone, i pinoli, i canditi dolci.
Approvato da un genovese doc, mio padre.:-)

Pandolce antica Genova
(da una ricetta trovata sul web di Francesco Crocco, Pasticceria Poldo di Genova Pontedecimo)

Ingredienti per un pandolce:
- 225 g di farina manitoba
- 100 g di farina 00
- 225 g di uvetta
- 125 g di zucchero

- 110 g di burro
- 75 g di acqua

- 35 g di latte
- 65 g di scorzette d’arancia candite
- 60 g di cedro candito

- 25 g di pinoli
- 2,5 g di semi di anice
- 2 g di acqua di fiori d’arancio

- 5 g di lievito chimico

Mettete l'uvetta in ammollo. In una planetaria versate il burro ammorbidito, lo zucchero e gli aromi, quindi frullate finchè non otterrete un composto morbido e spumoso. 

Aggiungete le farine setacciate, il lievito, il latte e l’acqua. Impastate con il gancio per gli impasti duri oppure a mano finchè non è bene amalgamato, poi incorporate la frutta candita.
Adagiate il pandoro su una teglia foderata di carta da forno, appiattitelo un po' e tornitelo, dandogli la classica forma. Lasciatelo riposare, coperto con un canovaccio pulito, per circa 10 minuti e nel frattempo preriscaldate il forno a 180°C.
Fate cuocere per 65-70 minuti, coprendolo con un foglio di alluminio se tende a scurire troppo in superficie o se vi sembra che l'uvetta bruci. Fate la prova dello stecchino per controllare la cottura. Una volta cotto, sfornatelo e lasciatelo raffreddare completamente. 
Si conserva a lungo, chiuso in una scatola di latta o ancora meglio in un sacchetto di plastica.

giovedì 3 gennaio 2013

Semifreddo agli amaretti.. again and again!

                                                         Canzone consigliata per la preparazione:
 "Un romantico a Milano", Baustelle


Anno nuovo, post nuovo, ricetta nuova.
O forse no.
Così come mi piace rispolverare dall'armadio i vestiti un po' vintage, così come amo le foto vecchie in cui ci si riconosce a stento, andare a ritrovare, rivedere e soprattutto risperimentare vecchie ricette ha un sapore unico.
Per questo partecipo molto volentieri alla raccolta di Milla, nata dal desiderio di raccogliere le ricette più cliccate dei nostri blog, così da avere una lista di piatti infallibili e per i palati più diversi.  
Per quanto riguarda il mio blog, la ricetta più cliccata in assoluto, anche se dal numero di commenti forse non si nota, è un classico dei classici: il semifreddo agli amaretti.
Lo so che alcuni l'avranno già visto, ma insomma.. lo spazio per un piccolo dolcetto, - anche se già postato -, c'è sempre, no? 
E' buono, anzi buonissimo! 
E poi, bè, chevvelodicoafà.. di sicura riuscita. 
Farete un figurone.
   
Dal ricettario "Voglia di dolce", di Matilde Vicenzi
Ingredienti per circa 12 stampini di alluminio:
- 80 g di zucchero
- 1 confezione di amaretti secchi (200 g)
- 400 ml di panna fresca
- 5 uova
Sbattete i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema chiara e spumosa. 
Sbriciolate (anche con le mani) grossolanamente gli amaretti lasciandone alcuni interi per la decorazione ed uniteli al composto di uova e zucchero. Montate poi la panna e incorporatela al composto insieme agli albumi montati a neve. Mescolate delicatamente dall'alto verso il basso, in modo che nè la panna nè gli albumi si smontino. 
Versate il tutto in stampini monoporzione e poi metteteli in freezer per almeno 8 ore. 
Sformate il semifreddo e servitelo, magari accompagnato da una colata di cioccolato fuso.

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