Il compromesso è l'arte di tagliare una torta in modo tale che ciascuno creda di avere la fetta più grossa.

Jan Peerce

Dolci preparati con le amiche, che tra chiacchiere e risate non vengono neanche mangiati.

Dolci dei giorni tristi, quando la casa è invasa dal profumo di cioccolato, e che consolano sempre.

Dolci delle feste, delle occasioni speciali, con cui si deve fare bella figura, ma con poca fatica!

Dolci della nonna, tramandati di madre in figlia, "quelli sì che vengon buoni!...".

Dolci sbagliati e non sai spiegarti il perchè.

Dolci sempre uguali e sempre diversi, quelli pronti sempre al momento giusto, menomale.

...Nulla può competere con il sapore di un dolce fatto in casa.
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martedì 11 novembre 2014

Budino di meringa

Canzone consigliata per la preparazione: 
"Te Per Canzone Una Scritto Ho", Lo Stato Sociale


Premetto che non amo i budini, nè i dolci troppo dolci.
Non le riesco proprio a tollerare, queste due categorie. 
I primi perchè mi ricordano sempre - anche se il budino in questione è dei migliori e fatto con ingredienti di prima qualità - quelle sottospecie di formine al cacao (?) gelatinose e dal gusto insignificante che ci appioppavano ogni giorno in mensa, alle scuole elementari. 
I secondi, perchè credo che un dolce per essere veramente buono debba avere un suo gusto caratteristico, fatto di tanti sapori diversi (e a volte, perchè no, contrastanti!) che si mescolano insieme, così da dare un effetto finale unico. 
Per mangiare qualcosa che sa soltanto di zucchero mi sciolgo una bustina in bocca e faccio prima, non so se mi spiego!:-) 
Appurato ciò, ancora non capisco come mi sia venuta voglia di provare questo budino. 
E' stata senza dubbio una necessità, perchè avevo una montagna di albumi che giacevano in frigorifero da più giorni e, ad essere sincera, neanche ricordo con quali modalità mi erano avanzati. Forse li avevo accumulati, o forse mi era venuta la bella idea di sfamare un esercito con mezzo kilo di crema pasticcera... Fatto sta che gli albumi superstiti avevano occupato all'incirca due ripiani del frigorifero e la situazione era giunta ad un punto di non ritorno. 
O riciclare, o buttare. 
E dato che la seconda opzione non è da considerare minimamente, quando si tratta di cucinare (a meno che le cose non siano scadute, ovvio!), mi sono buttata su una ricetta di Martha Stewart che, si sa, non delude mai.
Un'elegantissima nuvola bianca, ecco il risultato: va accompagnato da una salsa ai frutti di bosco leggermente acidula che compensa con la stucchevolezza (non eccessiva, tranquilli!) del budino. 
Se aggiungiamo il fatto che ha pochissime calorie, beh, direi che è la perfetta conclusione per una cena sostanziosa... E' davvero leggerissimo e fa una spettacolare figura!

  
Ricetta tratta da "Living" di Martha Stewart
 
Ingredienti per uno stampo da budino da 1.5 l di capacità:
- 5 albumi
- 1/2 cucchiaino di cremortartaro (potete anche ometterlo)
- un cucchiaio di succo di limone
- 135 g di zucchero semolato
- la punta di un cucchiaino di sale
- estratto di vaniglia o di mandorla a piacere

Per la salsa ai frutti di bosco:
- frutti di bosco a piacere (io li ho usati surgelati)
- succo di limone
- zucchero a velo

Iniziate sbattendo gli albumi con il cremortaro e il succo di limone finchè non saranno belli spumosi, dopodichè con le fruste sempre in funzione aggiungete lo zucchero, un cucchiaio alla volta. Quando lo zucchero è tutto incorporato unite il pizzico di sale e l'estratto scelto, montando fino ad avere una meringa lucida e ben gonfia.
Versate il composto nello stampo da budino che avrete precedentemente spennellato leggermente con olio di semi. Appiattite bene con la spatola in modo da essere sicuri di riempire lo stampo in modo uniforme.
Cuocete il dolce a bagnomaria in forno preriscaldato a 180°C per circa 20-25 minuti (non di meno, altrimenti la meringa non cuocerà bene!) Durante la cottura il dolce si gonfierà fino ad uscire dallo stampo, ma una volta sfornato tornerà alle dimensioni originarie, quindi non preoccupatevi.
 Una volta cotto, tiratelo fuori dal forno e fatelo raffreddare a temperatura ambiente, quindi sformatelo con attenzione su un piatto da portata (può essere utile passare una lama sui bordi in modo da assicurarsi che sia staccato completamente prima di capovolgerlo).
Mettete il budino in frigorifero per almeno quattro ore.
Per la salsa, mettete in un frullatore la frutta, il succo di limone (per me circa un cucchiaio) e lo zucchero a velo regolandovi con le dosi a vostro piacimento.
Irrorate il budino con la salsa solo al momento di servire.

Se preferite, potete sostituire la salsa ai frutti di bosco con una al cioccolato, preferibilmente fondente per esaltare la dolcezza del budino.

lunedì 5 maggio 2014

Torta al cioccolato e caramello con mandorle caramellate

Canzone consigliata per la preparazione: 
"Stolen Dance", Milky Chance


Ebbene sì, sono tornata. Sono tornata dopo mesi di assenza, anche se di assenza vera e propria non si puó parlare perchè non ho mai smesso di cucinare nè, tantomeno, di leggere le fantastiche ricette dei blog che seguo.  
È che il periodo non è proprio quello più facile dell'anno, tra lo studio e gli impegni che sembrano moltiplicarsi. 
Il tempo per fotografare e postare ricette  è praticamente inesistente, ma il cioccolato avanzato dalle uova mi ha costretto a infornare una torta. 
E che torta! 
Se già conoscete questa goduria (che io, come molti altri sul web, chiamo "torta Lindt") non ci sarà bisogno di spiegazioni. 
E' perfetta per togliere dal frigo un po' del cioccolato avanzato da Pasqua, ma ovviamente nulla vi vieta di correre al supermercato a comprarne una tavoletta se avete già smaltito tutte le uova!
Io ho voluto fare una piccola variazione sul tema, aggiungendo uno strato di caramello prima della crema al cioccolato e decorandola in superficie con delle mandorle caramellate. 
Melius abundare quam deficere, diceva il buon vecchio Cicerone.
E io l'ho preso alla lettera:-)
Insomma bando alle ciance, tutto quello che occorre è del cioccolato fondente di buona qualità, una manciata di mandorle e.. una seduta in palestra per smaltirla! 


Ingredienti
Per la base:
-3 uova
- 150 g di zucchero
- 100 g di burro
- 100 g di cioccolato fondente
- 100 g di farina 

Per la crema al cioccolato:
- 200 g di cioccolato fondente (o al latte, come preferite)
- 200 ml di panna fresca

Per la salsa al caramello:
- 50 g di zucchero 
- 2 cucchiai di acqua circa
- 1 cucchiaio di philadelphia
- mandorle pelate intere

Preriscaldate il forno a 180°C. Sciogliete a bagnomaria il cioccolato insieme al burro e lasciate raffreddare. In un'altra ciotola sbattete le uova intere con lo zucchero finchè il composto non sarà abbastanza gonfio, poi aggiungete lentamente la farina setacciata e, in ultimo, il cioccolato fuso con il burro. 
Amalgamate bene il composto, imburrate e infarinate l'apposita teglia e versatelo al suo interno. Cuocete la base per circa 15 minuti, poi estraetela dal forno e lasciatela raffreddare completamente. Una volta fredda, capovolgetela su un piatto da portata e mettetela da parte. Dedicatevi quindi alla salsa al caramello, facendo cuocere lo zucchero in un pentolino insieme ai due cucchiai d'acqua. 
Mi raccomando, attenzione a non bruciare il caramello! Quando lo zucchero avrà preso il classico colore ambrato spegnete il fuoco e aggiungete al caramello un cucchiaio scarso di formaggio philadelphia, che renderà la salsa cremosa e non la farà indurire immediatamente. Immergete velocemente alcune mandorle nel caramello e mettetele a raffreddare su un foglio di carta da forno. 
Versate poi la crema nell'incavo della torta e distribuitela in modo omogeneo. 
Una volta fatta questa operazione, sciogliete a bagnomaria il cioccolato restante e, dopo averlo lasciato raffreddare qualche minuto, aggiungetevi la panna fredda. 
Versate quindi anche il cioccolato nell'incavo della torta, sopra la crema al caramello (levigandola se necessario) e mettete la torta a raffredare in frigorifero per una mezz'oretta.
Quando la crema al cioccolato si sarà leggermente indurita, decorate la torta con le mandorle caramellate, così da non farle affondare, poi rimettete la torta in frigo fino al momento di servirla.


venerdì 29 novembre 2013

Riciclare gli avanzi: tartufi al cocco e cacao

Canzone consigliata per la preparazione: 
"Il sale della terra", Ligabue


Non ci credo.
Non ci credo che non vi è mai capitato. 
Che non abbiate mai avanzato una torta, magari anche buona, semplicemente perchè non avevate più voglia di mangiarla.
Perchè magari siete single e una teglia da 24 cm è davvero troppo grande per voi, e dopo una settimana intera passata a mangiare la stessa cosa... bè, ci si stancherebbe anche della torta più buona del mondo.
Considerato poi che la colazione è il pasto più importante della giornata, non ci sono scuse: dev'essere il migliore.
E' dalla colazione che parte tutto. 
E' da lì che si capisce se sarà una giornata storta oppure abbastanza decente
Lo conosciamo tutti, il potere che ha una brioche accompagnata da un bel cappuccino che lascia la schiumina sulle labbra. 
O quello di una fetta di pane tostato con burro e marmellata gustata mentre fuori è ancora buio e la città si sta svegliando insieme a noi.
Per non parlare di una fetta di torta di mele sfornata la sera prima e spilucchiata mentre viene su il caffè di primo mattino, caldo e profumato.
Solo che dopo un po' anche la torta di mele più buona inizia a languire sull'alzatina di vetro, e allora l'unica cosa da fare è pensare a come riutilizzarla.
Perchè in cucina non si butta via niente, of course.
E' così che sono nati questi tartufi DI-VI-NI, la cui ricetta appartiene alla mamma di una mia carissima amica, -nonchè ottima cuoca- abituata a riciclare gli avanzi perchè madre di ben quattro figli. 
Sono di una semplicità estrema e dal successo assicurato, fanno una splendida figura e risolvono in un lampo il problema della torta secca che spesso attanaglia le nostre cucine.
In realtà potrebbero diventare senza problemi degli splendidi cake pops: vi basterà infilzarli negli appositi stecchini, ricoprirli di cioccolato fuso e decorarli con qualche zuccherino colorato. 
E nessuno immaginerà che sono stati realizzati con una torta vecchia di qualche giorno. 
A meno che non glielo diciate, ovvio!:-) 


Ingredienti per una decina di tartufi (in realtà è probabile che le dosi siano un po' sballate, si tratta di una ricetta "a occhio", perciò dovrete regolarvi da soli!):
- 200 g di torta avanzata 
- 50 g circa di gocce di cioccolato fondente
- qualche cucchiaio di confettura di albicocche
- farina di cocco q.b.
- cacao amaro in polvere q.b. 

Tagliate a pezzetti la torta e frullatela nel mixer finchè non avrete ottenuto quasi una farina. Trasferitela in una ciotola, aggiungete le gocce di cioccolato e qualche cucchiaio di confettura, mescolando bene finchè l'impasto non sarà abbastanza compatto e malleabile. Attenzione a non esagerare con la confettura o vi sarà poi difficile creare i tartufi. 
Formate delle palline grandi quanto una noce, passatene alcune nella farina di cocco e altre nel cacao, poi posizionatele nei pirottini e lasciatele riposare in frigorifero per qualche ora, così da far amalgamare bene i sapori. 

venerdì 28 giugno 2013

Barrette ai cereali, avena e miele

Canzone consigliata per la preparazione:
"Un bacio a te", Nesli 
 
Il temporale fortissimo doveva averlo fatto cadere da un albero, quell'uccellino piccolo come la mia mano, che in quel momento si trovava, chissà come, nella rampa delle scale del condominio. 
Cosi bagnato da non riuscire ad aprire le ali. 
Avevo paura che un cane se lo mangiasse, piccolo com'era, e nel mio palazzo i cani sono grossi come cavalli. 
Tuoni frastornanti che per un bel quarto d'ora hanno fatto tremare i vetri delle finestre ormai sporche dei goccioloni di pioggia. 
E' venuta giù anche un po' di grandine, a coronare il tutto.
Persino la gatta si è nascosta dietro il letto, - la mia micina che non ha paura di niente - quando un fulmine è parso così vicino da colpire il tetto di casa.
Ma c'era un uccellino lì sotto, che cinguettava da qualche parte nelle scale, e fuori tanti altri cinguettavano così forte che pensavo si stessero chiamando. 
Un loro codice, forse. 
Come a dirsi a vicenda: "Tranquilli, passerà."
Quando il temporale è passato sono andata a cercarlo, l'uccellino. 
Era arrivato quasi in garage, ma ormai era asciutto e faceva piccoli voli tra quelle quattro mura bianche... 
Cercando di toccarlo il meno possibile sono riuscita a mandarlo fuori, nell'aria umida che profumava di pioggia e di foglie bagnate.
E' volato via in cerca del suo nido, ma non credo ci tornerà mai: l'odore delle mie mani sul suo corpicino lo allontanerà da tutti. 
E adesso mi chiedo: l'ho davvero salvato? 


 Ingredienti per circa 6 barrette:
- 50 g di fiocchi di avena
- 100 g di corn flakes o cereali da colazione a vostro piacimento (i miei avevano l'uvetta)
- 1/2 cucchiaino di cannella 
- 90 g di burro
- 50 g di zucchero di canna
- 2 cucchiai di miele di acacia

Versate lo zucchero in un pentolino, aggiungete il burro e il miele e lasciate cuocere a fiamma bassa fino ad ottenere un composto omogeneo. Spegnete il fuoco, incorporate i fiocchi di avena, la cannella e i cereali e mescolate accuratamente. 
Trasferite l'impasto in una teglia rettangolare foderata con carta da forno (per facilitare l'operazione potete prima bagnarla leggermente e poi strizzarla, in questo modo aderirà perfettamente alla teglia!); livellate la superficie ad uno spessore di circa 1 cm e lasciate solidificare almeno un paio d'ore. 
Quando l'impasto sarà duro tagliate le barrette con un coltello affilato.

lunedì 22 aprile 2013

Muffin di colomba, l'ultimissimo riciclo!

Canzone consigliata per la preparazione:
"Sultans of swing", Dire Straits

Il ritorno a casa dopo un viaggio così distante porta sempre con sè le sensazioni più disparate.
I ricordi che balzano alla mente non proprio nitidi, quasi avvolti nella nebbia, come se si fosse trattato soltanto di un bel sogno.
I particolari che sfuggono, anche se erano proprio quelli che ti eri ripromessa di tenere fissi nella mente per non scordarli più.
La voglia di fare di nuovo la valigia, ancora non del tutto svuotata, per ripartire subito, per tornare indietro. 
Se solo fosse possibile.
La tristezza che ti lascia addosso la cittadina in cui vivi quando vieni a conoscenza della bellezza e della magia di altri posti, tristezza che si fa ad ogni viaggio più pesante.
La felicità di rivedere gli amici, che in effetti sì, un po'  ti sono mancati.
Il ritorno al solito tran tran e quella domanda che sorge spontanea da due mattine a questa parte, cioè esattamente da quando sono tornata a casa: "machimelofafare??".  
Al più presto le foto di questo super viaggio nella Parigi dell'Est, giusto per farsi venire un po' di malinconia!:-)

Passando alla ricetta, anche se ormai forse è tardi per parlare di Pasqua, ammetto che in casa mia gironzolano ancora qua e là colombe, cioccolato (quello, però, torna sempre utile!) e dolciumi vari.
L'ultima colomba languiva su una mensola, qualche giorno prima della mia partenza, nell'attesa che qualcuno si decidesse ad aprirla e a mangiarla o, per meglio dire, a "farla fuori"
Ovviamente nessuno sembrava minimamente intenzionato a farlo. 
Così ho passato in rassegna tutta la cartella "ricette da fare" sul computer (immagino che ognuno di voi ne abbia come minimo una o due sul proprio!) una ricetta furbissima del periodo natalizio. 
Sono sempre più convinta che la colomba - così come il panettone - siano, oltre che dolci meravigliosi, anche dei fantastici ingredienti. 
Tiramisù, crumble, tartufi ricoperti di cioccolato: basta soltanto un po' di creatività, esaltare al massimo il loro gusto e la loro consistenza e... bè, che ve lo dico a fare? 
Sapete meglio di me che golosità possono venire fuori!:-)
Questa volta la triste colomba dal suo pacchetto è passata dritta dritta in forno, trasformandosi in una ventina di muffin morbidi e dal gusto unico.
Una di quelle ricette che tutti dovrebbero appuntarsi da qualche parte o imparare a memoria,  facile che più facile non si può e davvero furba.
Vi aiuterà a smaltire tutte quelle colombe e i panettoni che, passate le feste, nessuno ha più voglia di mangiare. 

Ingredienti per circa 12 muffins:
- 200 gr di colomba
- 250 gr di farina
- 80 gr di zucchero
- ½ bustina di lievito
- 1 pizzico di sale
- 1 uovo
- 200 ml di latte
- 75 ml di olio di semi o di oliva leggero


Accendete il forno a 180°. In una ciotola tagliate a cubetti o sbriciolate con le mani la colomba. Mescolate da una parte gli ingredienti solidi (la colomba con la farina, lo zucchero, il lievito e il sale) e dall'altra quelli liquidi: l'uovo con il latte e l'olio. Poi versate gli ingredienti liquidi nel composto solido e mescolate velocemente creando un impasto morbido. 
Attenzione a non lavorare troppo l'impasto, il composto deve risultare sempre un po' grumoso, è essenziale per la buona riuscita di qualsiasi muffin! Riempite per 2/3 una teglia rivestita di pirottini da muffins, poi infornate subito, per circa 15-18 minuti, fino a quando non risulteranno belli dorati. Fate attenzione a non cuocerli troppo, altrimenti risulteranno gommosi. 
Sfornateli e una volta raffreddati serviteli con una spolverata di zucchero a velo.

lunedì 16 gennaio 2012

Il crumble di riciclo!

 Canzone consigliata per la preparazione: 
"Il Riccardo", Giorgio Gaber

"JACK - Come tu possa startene lì seduto, tutto tranquillo, a mangiar biscotti imburrati nell’orrendo pasticcio in cui siamo, non riesco a capirlo. Mi sembri assolutamente cinico e spietato.
ALGERNON - Beh, non posso mangiare biscotti col burro in modo agitato. Probabilmente mi finirebbe il burro sui polsini. I biscotti vanno mangiati con calma. E’ l’unico modo di mangiarli.
JACK - Io dico che bisogna essere dei cinici incalliti per mangiare biscotti comunque, in un guaio come questo.
ALGERNON - Quando mi trovo nei guai, il mangiare è la sola cosa che mi consola. Anzi: quando il guaio in cui mi trovo è veramente grosso, chiunque mi conosca intimamente potrà dirti che io rifiuto tutto ad eccezione del cibo e delle bevande. In questo momento, per esempio, se mangio biscotti è perchè sono molto infelice. A parte il fatto che vado matto per i biscotti come questi." 
                                                                                
                                                                                  "The importance of Being Earnest", Oscar Wilde
Oscar Wilde, colui che poteva resistere a tutto, "tranne che alle tentazioni", lo sapeva bene: mangiare è l'unica cosa che consoli.
Tutti conoscono il potere consolatorio del cioccolato, specialmente fondente, così come quello dello zucchero in generale.
Mangiare fa sparire le preoccupazioni e mette di buon umore, il che non è cosa da poco.
E anche io, quando sono nei guai o sono triste, mangio. 
Oppure cucino. 
O cucino e poi mangio, in base alla gravità della situazione, e questa mattina, dato che ero nei guai, ho cucinato.  
Tutta la mattina, mentre cercavo una soluzione.
Poi il buon senso mi ha suggerito che era inutile continuare così, dato che ormai avevo sfornato cibo per sfamare una decina di eserciti, e ho capito che i guai non si risolvono da soli; ho provato allora a cercare una soluzione e poi, dato che sembrava tutto inutile, sono uscita a fare due passi. 
Cammina e cammina, sono finita a casa di una amica, con la quale condivido il guaio... e il dolce!
Perchè quando il gioco si fa duro, i duri... mangiano biscotti, o nel mio caso, il crumble di riciclo alle mele!

Dire che questo libro mi abbia ispirata e portata a cucinare è poco.
All'inizio mi era addirittura venuta l'idea di provare a fare i tanto declamati pasticcini ai cetrioli, preferiti dalla zia Augusta, ma poi sono rinsavita e ho optato per qualcosa di più... normale!?!
E prima o poi posterò anche i biscotti al burro, ma soltanto se sarò calma e rilassata.
Non vorrei ritrovarmi quintali di burro sui polsini..:-)

 Ingredienti:
- pandoro avanzato
- 2 uova
- 2 mele
- 80 g di zucchero
- 100 g di farina
- 50 g di burro 
- cannella

Tagliate il pandoro a fette sottili, alternatelo a raggiera, in una tortiera foderata da carta da forno, con fettine sottili di mele. 
Sopra questa base versate le 2 uova sbattute e spolverizzate con 30 g di zucchero. 
Mescolate la farina e lo zucchero rimasto, disponeteli a fontana sul tavolo, mettete al centro il burro freddo tagliato a dadini e un cucchiaio abbondante di cannella (o meno, a seconda dei gusti). 
Iniziate ad amalgamare con le mani il burro e la miscela di farina e zucchero abbbastanza velocemente, fino ad ottenere grossee briciole. Distribuitele sulla torta e schiacciate il tutto, fino compattarlo in una specie di crosta. Spolverizzate di cannella e mettete il crumble in forno caldissimo, a circa  210-220° per 15 min.

Con questa ricetta partecipo al contest "Un libro... mi fa compagnia in cucina", di Dolci pensieri


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