Il compromesso è l'arte di tagliare una torta in modo tale che ciascuno creda di avere la fetta più grossa.

Jan Peerce

Dolci preparati con le amiche, che tra chiacchiere e risate non vengono neanche mangiati.

Dolci dei giorni tristi, quando la casa è invasa dal profumo di cioccolato, e che consolano sempre.

Dolci delle feste, delle occasioni speciali, con cui si deve fare bella figura, ma con poca fatica!

Dolci della nonna, tramandati di madre in figlia, "quelli sì che vengon buoni!...".

Dolci sbagliati e non sai spiegarti il perchè.

Dolci sempre uguali e sempre diversi, quelli pronti sempre al momento giusto, menomale.

...Nulla può competere con il sapore di un dolce fatto in casa.
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venerdì 29 maggio 2015

Muffin al cocco e limoncello

Canzone consigliata per la preparazione:
 "Io e Anna", Cesare Cremonini
Tre mesi dall'ultimo post, e menomale che mi ero ripromessa di essere più presente.
Non soltanto sul blog, in realtà. 
E invece sempre la stessa storia, sempre la stessa me. 
Scostante, smemorata, irrazionale.
Quante cose sono cambiate in tre mesi. Sembra assurdo. 
Quant'acqua è riuscita a scorrere sotto questo ponte di legno sbilenco che poi è la mia vita. 
I dolci fatti invece sono stati pochi, e me ne rammarico. 
Perchè spesso nel fine settimana,-  l'unico momento in cui mi è possibile dare sfogo alla smania di cucinare - ecco questa smania svanisce di colpo, e mi ritrovo a cucinare il minimo indispensabile, svogliata come non mai.
Troppi pensieri per la testa, forse. 
Non lo so. 
Tre mesi sono troppi senza scrivere un post, perchè rileggendo le ricette passate quasi non mi ritrovo in quello che ho scritto, ed è una situazione strana, di cui non mi capacito. 
Per cui, un proposito: mai più farò passare così tanto tempo tra una ricetta e l'altra. 
Anche perchè ne va della mia... sanità mentale!:-)
 
Questi muffin sono... beh, dovete provarli.
Inutile spiegare. Vorrei farvi sentire il profumo che emanano perchè è un qualcosa di irresistibile. 
Poi seriamente, limoncello e cocco: chi è il genio che l'ha pensata?
Comunque, sono una goduria allo stato puro: morbidissimi e super golosi, sanno di estate e di mare. Mettono felicità. 
Fateli, e basta!!:-)
 
Ingredienti per 18 muffins:  
- 350 g di farina 
- 190 gdi burro ammorbidito di ottima qualità
- 200g di zucchero semolato
- 1/2 cucchiaino di bicarbonato 
- 1 pizzico di sale
- 80 g di cocco disidratato 
- 150 ml di latte fresco
- la scorza grattuggiata di un limone (non trattato) 
- 3 uova
- 1 bustina di lievito per dolci 
- 50 ml di limoncello 
Setacciate la farina insieme al lievito e al bicarbonato in una ciotola. Unite al composto anche il cocco disidratato e il sale. Nella ciotola di una planetaria (o con le fruste elettriche) montate il burro lasciato ammorbidire a temperatura ambiente con lo zucchero, finchè non avrete ottenuto una crema. Aggiungete le uova una alla volta, continuando a montare e incorporandole bene. A questo punto unite il latte a filo e il limoncello; continuate a sbattere fino a quando entrambi non saranni stato assorbiti dal composto. Ora unite poco alla volta gli ingredienti secchi precedentemente setacciati. Aggiungete la scorza di limone, che aromatizzerà il tutto, e poi continuate a montare finchè il composto non sarà liscio e omogeneo. Predisponete una teglia da muffin con i pirottini di carta: riempite i pirottini con l'impasto, poi infornate nel forno preriscaldato a 180°C per circa 30 minuti, facendo la prova dello stecchino per verificare la cottura. Lasciateli raffreddare completamente prima di servirli



sabato 14 febbraio 2015

Tortine di amarene glassate al cioccolato

Canzone consigliata per la preparazione: 
"Buonanotte Fiorellino", Francesco De Gregori 



San Valentino è per tutti sinonimo di cioccolato.
Sarà che è Lui il più grande alleato delle ragazze single come me per le sue indiscutibili capacità di mettere di buon umore, sarà che qualcosa di più buono non esiste (ok, forse la pizza, ma sono due cose del tutto imparagonabili) e pertanto nessun altro cibo potrebbe rappresentare meglio la festa degli innamorati, sarà che fa ingrassare e quello che fa ingrassare è sempre, inequivocabilmente, divino. 
Sarà.
In ogni caso, San Valentino è arrivato e non mi metterò a dilungarmi sull'argomento (perchè, anche se mi spiace dirlo così brutalmente, mi è del tutto indifferente), dato che la classica scatolina io non l'ho ricevuta, avevo pensato di farmeli da sola, i cioccolatini a forma di cuore. 
Ma poi mi sono venuti in mente i detti "Chi fa da sè fa per tre", e "Melius abundare quam deficere". 
E insomma, una cosa tira l'altra come nell'amore. 
Ho aumentato un tantinello le dimensioni dei cioccolatini, ecco tutto.:-) 

Buona festa degli innamorati a voi, innamorati del cioccolato!


 Ingredienti per due stampini rotondi di 11 cm di diametro:

 Per l'impasto
- 80 g di cioccolato fondente
- 60 g di burro
- 2 uova
- 80 g di zucchero
- 120 g di farina
- 2 cucchiaini di lievito
- 100 g di amarene in conserva
- 1 pizzico di sale 
- confettura di ciliegie q.b

Per la bagna al Kirsh  (dovrete andare ad occhio, sia per le dosi sia per la nota alcolica, perchè l'ho fatta sul momento e a seconda dei miei gusti) 
- circa 75/80 ml di acqua (un po' più di mezzo bicchiere)
- 20 g circa di zucchero
- 30 g circa di Kirsch

Per decorare 
- 100 g di cioccolato fondente 
- 2 amarene 

Preriscaldate il forno a 170°C. Imburrate e infarinate due piccoli stampini rotondi (o a cuore, come ce li avete insomma). Spezzettate il cioccolato e fatelo sciogliere a bagnomaria insieme con il burro, quindi lasciate che il composto si intiepidisca. Montate a spuma le uova con lo zucchero e il sale in un'altra ciotola, poi incorporate il cioccolato fuso. 
Aggiungete la farina setacciata e il lievito, mescolando bene finchè il tutto non sarà amalgamato. 
Riempite i due stampini per metà, incorporate le amarene scolate nell'impasto rimanente e versate anch'esso negli stampi. Infornate le tortine per circa 30 minuti, quindi toglietele dal forno e lasciatele raffreddare completamente. 
Preparate la glassa: mettete in un pentolino l'acqua con lo zucchero e fate cuocere a fuoco bassissimo finchè non bolle. 
Spegnete, lasciate raffreddare e aggiungete il Kirsch.
Una volta fredde, estraetele dagli stampini (e in questo caso, se li avrete di silicone sarete avvantaggiati), tagliatele a metà, spennellatele con poca bagna al Kirsch e poi farcitele con la confettura di ciliegie. 
A questo punto ricomponete i tortini e metteteli in frigo a riposare mentre preparate la glassa: tritate il cioccolato e fatelo sciogliere a bagnomaria. 
Glassate le tortine e applicatevi al centro un'amarena sgocciolata. 
Lasciate infine raffreddare il tutto finchè la glassa non si sarà indurita, poi riponetele in frigorifero fino al momento di servirle.



lunedì 9 febbraio 2015

Mini Paris-Breste alla crema pasticcera

Canzone consigliata per la preparazione: 
"Io e Anna", Cesare Cremonini






Aaaah, la pasta Choux. 
Regina indiscussa della pasticceria francese, ha in realtà un nome il cui significato è molto meno elegante di quello che sembrerebbe: choux è infatti, in francese, il cavolo, e proprio questa è la forma che assumono i bignè una volta cotti.
Bignè, profiterol, zeppole, ma anche dolci fritti come i Sonhos portoghesi: tantissimi sono i dolci che la vedono protagonista. 
Deliziosa lo è, senza dubbio.
Purtroppo però, sebbene sia una preparazione di base della pasticceria, una di quelle cose che tutti sanno fare e che immancabilmente si ritrova in ogni tipo di locale -dall'osteria di paese al ristorante stellato -, sotto le più svariate forme, è vero anche che è facilissimo sbagliarla. 
Quante volte mi è capitato di ordinare un godurioso profiterol per poi ritrovarmi ad addentare una spugna secca con un misero sgorbio di glassa al cioccolato sopra. 
E di tutte quelle infornate di bignè bitorzoluti (oppure piatti, cosa ancora peggiore!)  che abbiamo fatto, prima di arrivare ad ottenere una forma più o meno soddisfacente, ne vogliamo parlare?
Insomma, la pasta Choux è una di quelle cose che o ami o odi, o sai fare da Dio o è meglio lasciare stare e trovarsi un altro hobby: che ne so, la pesca ad esempio.
Non esistono mezze misure.  
Deve essere perfetta. 
Premesso ciò, ovviamente la mia pasta Choux perfetta non è, ma possiamo definirla semmai un "work in progress". 
Questa volta mi sono lanciata su dei mini Paris-Breste con tanta, TAAANTA crema pasticcera (non scherzo, già al primo morso bisogna fare attenzione, perchè altrimenti esce ovunque e, anzichè mandarti in paradiso, ti spedisce in lavanderia per cercare di togliere le macchie a quel maglione di lana nuovo nuovo!). 
Ecco la ricetta.

Ingredienti per due Paris-Breste di circa 10 cm di diametro:
- 125 g di farina 
- 80 g di burro di ottima qualità 
- 1 cucchiaino scarso di zucchero 
- 3 uova
- 1 pizzico di sale
- 200ml di acqua
 Per la crema pasticcera vi rimando qui. 

Iniziate versando il burro a pezzetti in un pentolino insieme allo zucchero, un pizzico di sale e l'acqua. 
Accendete il fuoco basso e mescolate con un cucchiaio di legno per sciogliere il burro. 
Portate il composto a ebollizione e poi unite la farina setacciata. Mescolate energicamente con il cucchiaio di legno (o con una frusta) per evitare che si formino grumi. 
Quando il composto si sarà addensato, continuate a cuocerlo a fiamma bassisima finchè non si staccherà facilmente dalle pareti e formerà la classica patina bianca. A questo punto spegnete il fuoco e trasferite l'impasto nella planetaria (oppure, in alternativa, in una ciotola per lavorarlo con uno sbattitore elettrico). Unite le uova, una alla volta, mescolando ognuna benissimo prima di aggiungere la successiva. Mentre aggiungete le uova continuate a lavorare con le fruste. 
Dovrete ottenere un impasto liscio e omogeneo, che sarà pronto quando scenderà "a nastro" dalle fruste. 
Versate il composto così ottenuto in una sac-à-poche con beccuccio stellato o liscio. 
Foderate una leccarda con carta da forno e disegnate con la matita due cerchi di circa 10-12 cm di diametro. Con la sac-à-poche realizzate quindi 3 cerchi: due concentrici e uno sopra gli altri due, distanziandoli a seconda della forma che volete ottenere. 
Io li ho fatti abbastanza ravvicinati, così da poterli riempire di crema all'interno, ma se volete creare la classica "ciambella" allargate il raggio. Sbattete leggermente un uovo e spennellatelo sui cerchi.
Cuocete il Paris-Brest in forno ventilato preriscaldato a 140-150° per circa 1 ora (160° per 1h e 10 minuti circase se utilizzate forno statico). Mentre il dolce è in forno, dedicatevi alla crema pasticcera.
Una volta pronta, se non la utilizzate immediatamente, potete conservare la crema in una ciotola con pellicola a contatto. Quando i Paris-Brest saranno pronti, spegnete il forno, metteteli su una gratella lasciateli raffreddare completamente sia sopra che sotto. 
A questo punto posizionateli su un tagliere, divideteli a metà e farciteli con la crema.
Come dicevo, io ho preferito riempirli all'interno, così da formare quasi una sorta di mega bignè. 
Servite i Paris Breste freddi, spolverizzati di zucchero a velo e magari guarniti con una ciliegia candita. 

Nota: si mantengono bene per qualche giorno se chiusi in una scatola di latta, ma secondo me freddi di frigorifero sono ancora più buoni, perchè i sapori si amalgamano perfettamente.

venerdì 16 gennaio 2015

Torta al cioccolato di compleanno

Canzone consigliata per la preparazione: 
"Tutti i miei sbagli", Subsonica


Un'amica che compie gli anni. 
Aperitivo tranquillo, una ventina di invitati, tutto organizzato qualche settimanda prima. 
Mancava soltanto un piccolo dettaglio che inizia per "T" e finisce con "ORTA", diciamo. 
Il giorno prima, passando in rassegna ad una spettacolare torta al cioccolato di chissà quale blog, un dubbio molto poco amletico ha iniziato ad insinuarsi nella mia mente.
Ora, dovete sapere che tra amiche, - dato che amiamo tutte cucinare/pasticciare in cucina - è sempre stata tradizione farsi la torta di compleanno a vicenda (e ammetto che ora, a scriverla così, mi sembra un'abitudine leggermente inusuale, per non dire strana!:D).
Così, il dubbio.
Anzi, l'Orrore.
Sapevo già la risposta. 
Ci eravamo dimenticate della torta. Tutte e dieci.
Settimane piene di impegni, l'imminente sessione invernale all'università, gli orari massacranti, le nottate a studiare... insomma, di scuse buone ne avevamo e potrei sciorinarvene a dozzine. 
Ma la nostra amica si aspettava una torta, come ogni anno, fatta con amore dalle nostre mani (molto poco sante e tanto, troppo pasticcione!). 
Per cui ho fatto quello che si fa in questi casi: mi sono affidata al cioccolato.
O meglio, ad una torta al cioccolato, la ricetta della mia torta preferita.
La Sacher, fatta e rifatta così tante volte che ormai la farei ad occhi chiusi. Ma con una piccola variazione. Qualche rosso d'uovo e un ottimo Moscato... cosa vi viene in mente?
Eccerto. Sua Maestà lo Zabaione
Che, tra parentesi, è anche il dolce preferito della mia amica festeggiata.
Quindi insomma, avrete ben capito che questa non è una torta al cioccolato normale. 
Sarebbe più consono definirla "Bomba al cioccolato", "Goduria allo stato puro", oppure ancora "Estasi per le papille gustative".
Anche, e forse soprattutto, per la glassa: niente zucchero, niente cioccolato al latte, per carità. 
Soltanto cioccolato. 
Fondente di ottima qualità, al 70% di cacao, (ma a seconda di come lo avete in casa va bene, non facciamo troppo i pignoli!)
Amara? 
No. Perfetta. 

Per gli ingredienti e il procedimento della base e della glassa vi rimando qui .

Ingredienti per la crema allo zabaione: 
- 4 tuorli
- 80 g di zucchero
- 50 ml di Moscato (ma andrà benissimo anche il Marsala) 

Mettete lo zucchero e i tuorli in una pentolina di acciaio con il manico e dal fondo spesso (che dovrà poi essere posta a bagnomaria) e sbattete con una frusta o con lo sbattitore elettrico finchè  non avrete ottenuto un composto chiaro e gonfio. Unite a poco a poco il vino, sempre mescolando, fino ad amalgamare il tutto. Ora immergete il pentolino in un'altra pentola più larga, che avrete riempito per 1/3 di acqua bollente, e mettete a cuocere la crema a bagnomaria. Fate attenzione che l'acqua mantenga un lieve tremito, senza mai arrivare a bollore. Mescolate con una frusta per circa 10-15 minuti, finchè la crema non sarà vellutata e un po' più densa. A questo punto toglietela dal fuoco e lasciatela raffreddare quasi del tutto. 
Tagliate la torta a metà e farcitela con la crema allo zabaione, poi ricomponetela e versateci sopra la glassa al cioccolato, livellando bene. 

Nota: dato che era un'occasione speciale io mi sono divertita come un bambina e l'ho decorata a più non posso, dando sfogo a tutta la mia fantasia. Ho infatti utilizzato fiori di zucchero, confetti al cioccolato, pennina da decoro e zucchero colorato, ma voi potete servirla anche in modo più semplice, magari accompagnandola a qualche ciuffetto di panna montata. 

venerdì 19 settembre 2014

Torta di nocciole alla ricotta con crema di nutella

Canzone consigliata per la preparazione: 
"Senza di te", Zibba e Almalibre


Ci sono giornate perfette. È vero, sembrano rare, ma guardandosi indietro spesso si scopre che non lo sono affatto. Perchè non si tratta di giornate interamente perfette, partite bene fin dal mattino e proseguite ancora meglio, ricche di sorprese, di felicità e caratterizzate da improbabili scene tipo film. 
E come sarebbe possibile, d'altronde? Non esiste nuovo giorno, per quanto partito nel modo giusto, che non porti con sè qualche piccola o grande difficoltà. 
No, le giornate perfette di cui parlo io sono quelle che non sembrano tali finchè non sono concluse. Il giorno, a volte addirittura la settimana dopo. 
Sono quelle che ricordiamo per qualche particolare, per qualche momento che sì, a ripensarci è stato di pura e cristallina felicità. Per davvero
Quelle giornate che se mi chiedessero di raccontare, il giorno successivo, non saprei farlo. 
Quelle che alla domanda "Cosa hai fatto di bello ieri sera?" mi verrebbero in mente soltanto le risate, il buon cibo, gli sguardi tra amici, le intese in un colpo d'occhio, e forse risponderei qualcosa di vago. "Ieri sera? Ah sì, tutto bene.."
Perchè si finisce sempre così, vero? A non dire quello che si vorrebbe dire: che la giornata è stata come una risata genuina che scoppia all'improvviso, come la nostra torta preferita, come il mare d'inverno o il sole caldo quando inonda la casa al mattino.  
"Tutto bene". 
Come se a sbilanciarsi troppo quella felicità che ancora non abbiamo realizzato, nè compreso del tutto, ma che c'è, potesse sfuggirci dalle mani. 

Questa torta è un omaggio alle mie origini. La ricetta originaria è quella di mia nonna, che la prepara da che io mi ricordo. 
La mia torta preferita, la sua: sempre insuperabile, sempre più buona di tutte le altre torte di nocciole che ho mai assaggiato (e ammetto di averne assaggiate parecchie, da Piemontese DOC quale sono!). Proprio per questo motivo, perchè come la fa mia nonna non la fa nessuno, - e io men che meno! - ho dovuto modificarne leggermente la ricetta.
Dopo averla preparata quasi per gioco, qualche tempo fa, (mai avrei pensato che sarebbe uscita così!), questa nuova versione super golosa è finita dritta dritta tra le indispensabili del mio ricettario. 
La ricotta, che nella ricetta di mia nonna è sostituita dal burro, le conferisce una straordinaria morbidezza senza appesantirla,e gli amaretti sbriciolati nell'impasto sono stati una piacevole sopresa. 
Ovviamente, condizione necessaria affinchè questa torta venga davvero buona è scegliere nocciole come si deve: servono quelle tonde di Langa, il cui profumo intenso si sente quasi a confezione chiusa.

Note: Per una versione più light potete omettere la nutella e incorporare dei pezzetti di cioccolato fondente tritato nell'impasto, la torta sarà comunque buonissima!

Ingredienti: 
- 150 g di nocciole sgusciate
- 100 g di ricotta fresca
- 250 g di zucchero
- 20 g di burro 
- 3 uova fresche
- 100 g di farina
- 3 amaretti morbidi 
- 1 pizzico di sale
- nutella q.b.
- granella di nocciole per decorare

Tostate le nocciole in un padellino sul fuoco, poi, una volta fredde, tritatele finemente nel mixer. Sciogliete il burro, unitelo in una ciotola insieme allo zucchero, poi aggiungete le uova una alla volta, la farina setacciata, un pizzico di sale e ele nocciole tritate. Per ultimo, sbriciolate nell'impasto i tre amaretti, amalgamateli e poi versate il composto in una tortiera imburrata ed infarinata. Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per circa 30 minuti (fate la prova dello stecchino). 
Quando la torta è cotta sfornatela e lasciatela raffreddare completamente su una gratella per dolci. 
Nel frattempo scaldate per pochi istanti la nutella in un pentolino (ve ne servirà all'incira un bicchiere): questo passaggio serve per ammorbidirla, altrimenti vi sarà difficile spalmarla sulla torta. Versate quindi la nutella morbida sulla superficie e decorate a piacere con la granella di nocciole. 
Conservate la torta in un luogo fresco, o ancora meglio in frigorifero, avendo cura di tirarla fuori qualche minuto prima di servirla. 

domenica 7 settembre 2014

Muffin avena e cioccolato

Canzone consigliata per la preparazione: 
"Greygoose", Cesare Cremonini


Svegliarsi al mattino non è mai stato così difficile. 
Da un po' di giorni a questa parte c'è qualcosa che mi fa aprire gli occhi presto, prestissimo, anche se potrei dormire molto di più. 
Mi stiracchio e lascio che i raggi del sole settembrino, che illuminano la mia stanza sempre alla stessa ora, mi abbaglino con la loro luce gioiosa e insistente. Quasi volessero ricordarmi che al di là del vetro c'è un mondo in continuo mutamento, che la vita si vive per strada, fuori, e non tra le lenzuola del mio letto. 
Peró non riesco ad alzarmi e rimango lì intere mezz'ore senza dormire, soltanto rilassando il cervello. Sarà stanchezza accumulata o il periodo un po' così che sembrano riversarmi addosso una malinconia senza precedenti. 
Mi fa davvero piacere iniziare la giornata solo quando a colazione mi aspetta qualcosa di buono, qualcosa di dolce fatto da me. È così che mi sono ritrovata a sfornare questi muffin per almeno due settimane di seguito, senza mai stancarmi del loro profumo e della loro  
 meravigliosa consistenza. Ora mi sono "data una calmata", e la maggior parte delle mattine mi costringo ad alzarmi anche se loro sono finiti e la sera prima non ho avuto il tempo di rifarli. Ma la verità è che il cibo è una coccola, e questi muffin sono diventati per me l'abbraccio mattutino di cui ogni tanto tutti abbiamo bisogno. 



Ingredienti:
- 185 g di farina autolievitante
- 50 g di farina di mandorle
- 100 g di zucchero semolato
- 2 cucchiaini di lievito per dolci
- 1/2 cucchiaino di cannella (facoltativo) 

- la scorza di 1/2 limone
- 1 pizzico di sale
- 2 cucchiaini di estratto di vaniglia
- 114 gr di burro sciolto
- 2 uova leggermente sbattute
- 1 mela
- 50 g di cioccolato fondente tritato (o gocce di cioccolato)
- 2 cucchiai di zucchero di canna
- 180 ml di acqua calda

- fiocchi di avena  q.b.

Preparazione
In una ciotola unite la farina, il lievito, il sale, la farina di mandorle, la cannella, la scorza di limone grattugiata finemente e lo zucchero semolato. Mescolate bene. Fate fondere il burro e lasciatelo raffreddare completamente, poi  aggiungete le uova lievemente sbattute, l'estratto di vaniglia e l'acqua calda. Mescolate il composto così ottenuto e unitelo agli ingredienti secchi. Lavoratelo poi con un cucchiaio di legno, senza preoccuparvi troppo di eventuali grumi. Sbucciate la mela e tagliatela a cubetti, quindi incorporatela all'impasto.  Insieme al cioccolato tritato. Foderate una teglia per muffins con i pirottini e aiutandovi con un cucchiaio o con un porzionatore per gelato riempiteli per 2/3, poi distribuite sulle superficie qualche cucchiaio di zucchero di canna e i fiocchi d'avena.
Infornate quindi per circa 25-30 minuti in forno già caldo a 200°C.

Lasciate raffreddare completamente prima di toglierli dallo stampo. Si conservano in un contenitore ermetico per 4-5 giorni. 

lunedì 1 settembre 2014

Cookies glassati al cioccolato

Canzone consigliata per la preparazione: 
"Mezzogiorno", Jovanotti


What goes around comes around
Se c'è una cosa che ho imparato, ormai, è che tutto torna. 
Certe volte sono le persone a tornare da noi, quando ormai le avevamo accantonate insieme ai ricordi più dolci: in quei luoghi della mente dove hanno fissa dimora il profumo della torta che faceva la nonna e la voce del maestro quando diceva "Questa mattina leggeremo qualche pagina di Cipì!".
Il perchè ritornino da noi è ancora un mistero. 
Puó essere un bisogno psicologico, come l'assassino che torna sempre sul luogo del delitto perchè lì ha lasciato una parte di sè.
O forse il perchè sta nel fatto che le situazioni mollate a metà per inseguirne altre rimangono dentro di noi, e diciamoci le cose come stanno: a nessuno piace lasciare le cose a metà. 
Insomma quel che è certo è che spesso e volentieri le persone ricompaiono nelle nostre vite quando ormai le abbiamo messe da parte, volenti o nolenti. 
Proprio quando le nostre strade hanno preso deviazioni diverse ci ritroviamo a camminare su due vie parallele. Divise, magari, ma comunque una accanto all'altra. 
E il bello è che non siamo più gli stessi di prima, - e come sarebbe possibile, d'altronde? -. Cresciuti, cambiati, spettinati dalla vita. Forse più compatibili, questa volta.

Dei biscotti che più buoni di così non si puó, sono facili da fare e non hanno proprio nulla da invidiare a quelli esposti nei banconi delle pasticcerie. Se siete imbranati come me i primi che ricoprirete di glassa saranno degli obrobri, anzi dei veri e propri scherzi della natura, ma non desistete! 
Continuando a glassarli prenderete la mano e questi cookies cioccolatosi diventeranno sempre più belli! Si conservano per due/tre giorni in un contenitore di latta, o comunque chiuso ermeticamente, ma meglio se in frigorifero. 

Ricetta tratta dal libro "Una merenda a New York"
Ingredienti per l'impasto:
- 85 g di burro ammorbidito
- 100 g di zucchero semolato
- 2 uova medie
- 110 ml di latte
- 1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
- la scorza grattuggiata di mezzo limone
- 250 g di farina 
- 1 cucchiaino di lievito
- 1 pizzico di sale

Per la glassa al cioccolato:
- 65 g di cioccolato fondente tritato
- 50 g di panna fresca 
- 10 g di burro
- 50 g di zucchero a velo
- 5 ml di  acqua bollente

Preriscaldate il forno a 180°C. Sbattete il burro e lo zucchero con le fruste elettriche (o in una planetaria) finchè il composto non diventa spumoso. 
Incorporate gli altri ingredienti umidi continuando a frullare: l'impasto deve diventare omogeneo. In una ciotola, mescolate gli ingredienti secchi: la farina, lo zucchero, il lievito e il sale, poi incorporateli all'impasto precedente e sbattete ancora. 
Su una teglia rivestita di carta da forno formate delle palline di circa 3 cucchiai ciascuna, poi infornate i biscotti per circa 12 minuti, finchè non li vedrete leggermente dorati. 
Sfornateli e lasciateli raffreddare completamente su una gratella.
Nel frattempo preparate la glassa: in un pentolino portate a ebollizione a fuoco medio la panna e il burro. Togliete dal fuoco, aggiungete il cioccolato tritato e fatelo sciogliere. Incorporate ora lo zucchero a velo e l'acqua bollente, mescolando finchè la glassa non sarà liscia e lucida. Inzuppateci i biscotti ormai freddi soltanto da un lato e poi poneteli a raffreddare appoggiandoli su una gratella sul lato privo di cioccolato. 
Lasciate indurire la glassa (potete anche metterli un paio d'ore nel frigorifero).

Note: Se, mentre state inzuppando i cookies nella glassa, vedete che quest'ultima si sta addensando troppo, aggiungete ancora un cucchiaio di acqua calda e mescolate bene!

domenica 24 agosto 2014

Torta all'ananas caramellato

Canzone consigliata per la preparazione: 
"Vivendo adesso", Francesco Renga


Il cielo è nuvoloso e l'aria è davvero autunnale, oggi. Come ogni giorno. 
Gironzolo per casa con un maglioncino a maniche lunghe, ma sotto mi ostino a portare i pantaloncini corti per non darla vinta a questa estate che è stata del tutto assente. Persino tenere aperte le finestre è una sfida, con quest'aria gelida che entra e mi riempie la schiena di brividi improvvisi. 
Cerco di impegnarmi affinchè il tempo fuori non condizioni e rispecchi troppo il mio tempo dentro. Non proprio facile, ecco. Ma se non l'estate, che ormai è un desiderio accantonato insieme a molti altri, irrealizzabile (?) o forse solo rimandato di un anno, almeno il weekend è arrivato e, anzi quasi finito. Ad accompagnarlo è un dolce come si deve, una torta di quelle alte, soffici - e sì purtroppo, molto burrose -  perchè mica si puó stare a stecchetto tutta la settimana.
(Chi è che sta a stecchetto in questa casa, poi, è ancora una domanda a cui non so dare risposta!) 
Bella da vedere e una goduria per il palato, la torta di ananas caramellato è un must che non delude mai. Certo, non è proprio un dolce light, ma è perfetta per un tè con le amiche o per concludere con eleganza una cena o il pranzo della domenica. Io, che la amo alla follia e la faccio spessissimo (forse anche troppo, se dò retta alle parole dei miei assaggiatori ufficiali!) di solito la servo ancora calda accompagnata da una pallina di gelato al fiordilatte.  

Ingredienti:
Per la torta 
- 150 g di burro
- 1 tazza e 1/2 di zucchero
- 3 uova
- 1 tazza di latte
- 3 tazze di farina
- 1 bustina di lievito per dolci
- 1 pizzico di sale
- 1 ananas fresco tagliato a fette 

Per il caramello:
- 1/2 tazza di acqua
- 2 tazze di zucchero 

Fate sciogliere il burro in un pentolino, poi versatelo in una ciotola insieme allo zucchero, le uova, il latte, la farina setacciata con il lievito e il pizzico di sale. 
Frullate bene finchè il composto non è omogeneo e mettetelo da parte. 
Preparate poi il caramello: ai fornelli scaldate lo zucchero con la mezza tazza di acqua e aspettate che la schiuma passi da bianca a dorata. 
Una volta che il caramello è dorato, versatelo ancora bollente in una tortiera imburrata, maneggiandolo con cautela. Distribuitevi sopra le fette di ananas in modo da coprire completamente la base della tortiera (ve ne serviranno circa 8). Versate poi l'impasto della torta sopra le fette di ananas e cuocete in forno preriscaldato a 180°C per circa 35 minuti. Fate la prova dello stecchino per verificare la cottura. 
Una volta sformata la torta, capovolgetela SUBITO in un piatto da portata, quando è ancora bollente: altrimenti il caramello si indurirà troppo e la torta sarà rovinata.
Servite accompagnata da una pallina di gelato alla crema.

lunedì 4 agosto 2014

Torta alle pesche e mandorle

Canzone consigliata per la preparazione: 
"Immagini che lasciano il segno", Tiromancino


Restare a fissare il computer per minuti che sembrano ore, o forse lo sono davvero. 
Iniziare a scrivere qualcosa per poi cancellare tutto, riscrivere una riga, cancellarla. 
Tutto sembra sbagliato, scontato. 
Un salto in cucina a bere un bicchiere d'acqua, che magari mi viene l'ispirazione. 
Riassumere nella mente gli avvenimenti di questi giorni: il ritorno dalla vacanza a Palma di Maiorca, una delle più belle da un po' di anni a questa parte; lo studio per un altro esame; partenze di amici che mancano già tantissimo; una fuga al mare in programma per la prossima settimana; una serata fatta soltanto di donne, risate e sangria; un pranzo di famiglia.
Arrivi. 
Ma anche partenze e domande, troppe domande senza risposte.
Sempre in bilico tra il volere e il potere, tra il sapere cosa voglio fare e l'incertezza del farlo. 
Mi vengono in mente le parole di una canzone dei Perturbazione che non mi lascia più.
"Chi sono io? Cosa farò? Che cosa sono stato, tra quello che ho vissuto e quello che ho immaginato?"
Alle domande che si affollano, anzi che mi affollano, rispondo con una torta. 
Come sempre, in fin dei conti.
Lasciare che il profumo e il colore delle pesche mi inebrino. 
Poi lo zucchero, le uova e la farina. Mescolare bene il tutto, assaggiare l'impasto. 
Gesti fatti e rifatti tante di quelle volte che ormai fanno parte di me. 
Una rassicurazione, quasi a dire "guarda che sei sempre la stessa!".
Delle mandorle, ecco cosa manca. 
Sì, mandorle in superficie, che stanno sempre bene.
Metto in forno e via.
Forse qualche certezza, seppur insignificante, ce l'ho ancora.


Ingredienti: 
- 3-4 pesche
- 2 tuorli
- 25 g di burro
- mezzo bicchiere di latte
- mezzo bicchiere di olio
- 150 g di zucchero
- 180 g di farina
- 1 bustina di lievito per dolci
- 1 pizzico di sale
- 1 bustina di vanillina
- mandorle a lamelle 

Montate i tuorli con lo zucchero finchè non sono chiari e gonfi, unite il burro fuso, il latte, la farina setacciata con il lievito, la vanillina e il pizzico di sale. Mescolate bene per amalgamare il tutto e versate l'impasto in una teglia imburrata e infarinata. Cospargete la superficie della torta con le pesche tagliate a fettine, disponendole a raggiera, e con le lamelle di mandorla, poi distribuiteci sopra qualche cucchiaio di zucchero semolato. 
Infornate la torta nel forno preriscaldato a 180°C per 25-30 minuti. 
Quando è cotta, sfornatela e lasciatela raffreddare prima di servire.

giovedì 3 luglio 2014

Muffin alla banana e cocco

Canzone consigliata per la preparazione: 
"Logico", Cesare Cremonini

Amo le estati così, quelle non troppo calde e ventilate, quelle in cui fa piacere accendere il forno per una pizza con gli amici o per cuocere una teglia di muffin. 
Questa che è iniziata è un'estate davvero strana per me. 
L'ultima per alcune cose, la prima per altre. Un'estate di fini e di inizi, insomma.
Si chiude una storia durata cinque anni, anche se non del tutto: il mio aggancio, le mie basi - che poi altro non sono che persone - rimangono lì e non si muovono. Almeno spero.
A quello che verrà dopo quest'estate strana ancora non ci penso, concentrata come sono sull'adesso, su un hic et nunc mutevole e sempre pieno di sorprese. 
Per ora mi concentro sul viaggio che ho atteso per mesi: Palma di Maiorca aspetta soltanto noi, sei fanciulle distrutte da un anno intensissimo. 
Una vacanza di sole donne, il sole della Spagna e mille risate: penso soltanto a questo.
E nel frattempo cucino, cucino e ancora cucino, andando a ripescare ricette vecchie come il cucco e sperimentandone di nuove (alcune anche assurde, lo ammetto!).
Quella che vi propongo invece assurda non lo è per niente, anzi. 
Da segnarsi assolutamente, questi muffin alla banana sono l'ottava meraviglia del mondo. Una goduria per il palato e per l'olfatto, perchè , oltre che divini hanno anche un profumo irresistibile. 
La ricetta arriva dritta dritta da uno dei blog più belli del web, che non sto a presentarvi perchè sicuramente conoscete meglio di me e che si rivela ogni volta una grandissima fonte di ispirazione.
Ringrazio dunque Sabina per questa splendida ricetta che aveva postato l'anno scorso: da quando l'ho provata ha un posto d'onore nel mio ricettario casalingo!:)


Note: 
- la crosticina che si vede in foto è data dal fatto che, prima di infornare i muffin (ma anche le torte in generale), a me piace molto spolverizzare la superficie con qualche cucchiaino di zucchero semolato, così da creare una crosticina zuccherosa deliziosa. Da provare!
- per non farmi mancare niente ho aggiunto anche qualche goccia di cioccolato nell'impasto (e noto soltanto ora che sono invisibili nelle foto) e il risultato... vabbè, chevvelodicoaffa'!?!

Ingredienti per 12 muffin:
- 250 g di farina
- 50 g di cocco disidratato
- 3 banane mature
- 100 g di zucchero di canna
- 60 g di burro fuso
- 2 uova fresche
- 1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
- 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
- un pizzico di sale
- qualche cucchiaio di latte per ammorbidire l'impasto se fosse troppo asciutto

 

Schiacciate le banane in una ciotola con una forchetta, poi aggiungete le uova e il burro fuso.
In un'altra scodella mescolate tutti gli ingredienti secchi: la farina, il cocco, lo zucchero, il lievito, il bicarbonato e infine la presa di sale, poi aggiungeteci il composto di banane e amalgamate bene, fino ad ottenere un composto omogeneo. 
Trasferite a cucchiaiate l'impasto negli stampini da muffin dove avrete messo precedentemente i pirottini di carta. Cuocete nel forno preriscaldato a 180° per circa 20-25 minuti finchè non risultano belli dorati.
Verificate la cottura con la prova dello stecchino: se è asciutto, i muffin sono pronti per essere divorati!
 

lunedì 5 maggio 2014

Torta al cioccolato e caramello con mandorle caramellate

Canzone consigliata per la preparazione: 
"Stolen Dance", Milky Chance


Ebbene sì, sono tornata. Sono tornata dopo mesi di assenza, anche se di assenza vera e propria non si puó parlare perchè non ho mai smesso di cucinare nè, tantomeno, di leggere le fantastiche ricette dei blog che seguo.  
È che il periodo non è proprio quello più facile dell'anno, tra lo studio e gli impegni che sembrano moltiplicarsi. 
Il tempo per fotografare e postare ricette  è praticamente inesistente, ma il cioccolato avanzato dalle uova mi ha costretto a infornare una torta. 
E che torta! 
Se già conoscete questa goduria (che io, come molti altri sul web, chiamo "torta Lindt") non ci sarà bisogno di spiegazioni. 
E' perfetta per togliere dal frigo un po' del cioccolato avanzato da Pasqua, ma ovviamente nulla vi vieta di correre al supermercato a comprarne una tavoletta se avete già smaltito tutte le uova!
Io ho voluto fare una piccola variazione sul tema, aggiungendo uno strato di caramello prima della crema al cioccolato e decorandola in superficie con delle mandorle caramellate. 
Melius abundare quam deficere, diceva il buon vecchio Cicerone.
E io l'ho preso alla lettera:-)
Insomma bando alle ciance, tutto quello che occorre è del cioccolato fondente di buona qualità, una manciata di mandorle e.. una seduta in palestra per smaltirla! 


Ingredienti
Per la base:
-3 uova
- 150 g di zucchero
- 100 g di burro
- 100 g di cioccolato fondente
- 100 g di farina 

Per la crema al cioccolato:
- 200 g di cioccolato fondente (o al latte, come preferite)
- 200 ml di panna fresca

Per la salsa al caramello:
- 50 g di zucchero 
- 2 cucchiai di acqua circa
- 1 cucchiaio di philadelphia
- mandorle pelate intere

Preriscaldate il forno a 180°C. Sciogliete a bagnomaria il cioccolato insieme al burro e lasciate raffreddare. In un'altra ciotola sbattete le uova intere con lo zucchero finchè il composto non sarà abbastanza gonfio, poi aggiungete lentamente la farina setacciata e, in ultimo, il cioccolato fuso con il burro. 
Amalgamate bene il composto, imburrate e infarinate l'apposita teglia e versatelo al suo interno. Cuocete la base per circa 15 minuti, poi estraetela dal forno e lasciatela raffreddare completamente. Una volta fredda, capovolgetela su un piatto da portata e mettetela da parte. Dedicatevi quindi alla salsa al caramello, facendo cuocere lo zucchero in un pentolino insieme ai due cucchiai d'acqua. 
Mi raccomando, attenzione a non bruciare il caramello! Quando lo zucchero avrà preso il classico colore ambrato spegnete il fuoco e aggiungete al caramello un cucchiaio scarso di formaggio philadelphia, che renderà la salsa cremosa e non la farà indurire immediatamente. Immergete velocemente alcune mandorle nel caramello e mettetele a raffreddare su un foglio di carta da forno. 
Versate poi la crema nell'incavo della torta e distribuitela in modo omogeneo. 
Una volta fatta questa operazione, sciogliete a bagnomaria il cioccolato restante e, dopo averlo lasciato raffreddare qualche minuto, aggiungetevi la panna fredda. 
Versate quindi anche il cioccolato nell'incavo della torta, sopra la crema al caramello (levigandola se necessario) e mettete la torta a raffredare in frigorifero per una mezz'oretta.
Quando la crema al cioccolato si sarà leggermente indurita, decorate la torta con le mandorle caramellate, così da non farle affondare, poi rimettete la torta in frigo fino al momento di servirla.


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